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LIGHT FESTIVAL LAGO MAGGIORE

September 4, 2019

Tutto pronto per la seconda edizione del Light Festival Lago Maggiore nei giorni 13, 14 e 15 settembre con le installazioni degli artisti Nino Alfieri, Aurelio Andrighetto e Tiziano Colombo, Gerry Di Fonzo, Nicola Evangelisti, Gonul Nuhoglu, Pietro Pirelli, Valerio Tedeschi.

L’inaugurazione delle opere di Light art sarà preceduta, alle ore 17.00, presso l’ex Casa Operaia di Lesa, dai saluti del sindaco Aroma Rezzano  e dalla presentazione del Festival a cura di Bianca Tresoldi, lighting designer e ideatrice di questo progetto che aprirà la conferenza dal titolo forse un po’ lungo: “Re-light the darkness. La luce artificiale nelle città è diventato un bene scontato da impiegare senza limiti, la quantità di luce che si sparge sul territorio va oltre le normali esigenze dell’uomo. È necessario iniziare a spegnere la luce per riaccenderla consapevolmente con una progettazione più progettata”, con gli interventi degli architetti Giulio Ceppi  sul tema Sostenibilità e sensorialità;  Cristina Polli, Colore urbano: ridisegnare spazi di vita; Gisella Gellini,  Light art: valorizzare, riqualificare e comunicare lo spazio. Alle 19.00, gli artisti racconteranno le loro installazioni di luce artificiale che si potranno ammirare dopo il tramonto dalle 19,30 fino alle ore 24.00 sul lungolago dell’accogliente cittadina del lago Maggiore. 

L’idea di accendere “un faro temporaneo a Lesa, e su un problema che dilaga in Italia nelle piccole realtà urbane, nasce dalla continua chiusura delle attività commerciali sotto i portici del lungolago, ci spiega Bianca Tresoldi–  a cui LUCE dedicò alcuni anni fa un articolo- intervista dal  titolo significativo che ben rappresenta la sua personalità e passione per la luce:  “La luce, un amore a prima vista”.  Che precisa con questa analisi: “Nei mesi estivi Lesa si affolla di turisti, i numeri delle presenze in crescita fanno pensare a uno sviluppo della zona, in realtà i dati nascondono una grande piaga di spopolamento del borgo nel periodo invernale. Lo svuotamento dei luoghi ha ripercussioni rilevanti a livello antropologico, geologico, sociale ed economico; rappresentano un vuoto di memoria, di rapporti, una desertificazione ambientale e una privazione di speranze”. Una fotografia amara, la sua, ma reale, se pensiamo ad altri centinaia di borghi storici in Italia che si stanno spopolando. E viene da pensare quanto si potrebbe fare in questa Italia immobile nelle sue antiche certezze e vanità sovente litigiose e di conseguenza inconcludenti.  

Il Festival nasce da questa premessa e dal desiderio di  cercare di rigenerare questo  luogo… con la luce! 

“Un progetto culturale, aggiunge Bianca Tresoldi, dove la luce diventa lo strumento per interagire nella dimensione urbana, elemento vitale dello spazio e materia in grado di creare un forte impatto sulla gente“.  Ed è con questo pensiero e visione che l’architetto milanese, con esperienza ventennale nel campo della progettazione della luce, socia AIDI, consigliera di APIL, di grande fascino ed eleganza, determinata, avvia nel 2018 con il sostegno dell’amministrazione comunale l’anno O di questo Festival della Luce (tema “Recuperare”), con la speranza sia dei cittadini e sia dei turisti che si possa nel tempo estendare ad altri piccoli o grandi paesi limitrofi come Belgirate e Meina con i quali Lesa costituisce l’unione dei comuni del Vergante.

Come ci spiega l’architetto Giulio Ceppi, che interverrà sul tema Sostenibilità e sensorialità: “Negli ultimi vent’anni grandi e piccole città europee ed italiane che hanno la fortuna di avere una presenza d’acqua, dolce o salata, hanno cercato di reinterpretarne il valore ambientale e paesaggistico, valorizzando e sviluppando welfare e cultura del territorio“.

 

 

È quello che sta tentando anche Lesa con la seconda edizione del Festival. Le installazioni di  luce degli artisti siamo certi doneranno vivacità, cultura e socialità al territorio, e Lesa, pur se per ora solo per pochi giorni, offrirà un’altra immagine di sé. Un’altra non l’unica, vi soggiornò il Manzoni e poco distante il Rosmini. 

 

 

 

 

 

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