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Hexagones Nicola Evangelisti
HEXAGONES

DUCAL PALACE

MANTUA

HEXAGONES

24   /   06   /   2016

HEXAGONES - 2016 Nicola Evangelisti

 

Light installation in aluminium chrome , électroluminescent wire

Size 248 ( h ) x 216 (L ) x 7 ( D ) cm

 

 

 

Hexagones is a light installation inspired by the theme of sacred geometry. 

It was created in 2016 for the  Light Art Biennial at the Ducal Palace in Mantua. 

The metal structure is similar to a snowflake crystal. However it may also recall the upper part of the Kabbalah tree of life.

Its meaning is cosmological.
Composed of thirteen reflecting hexagons (in chromed aluminium) which forma further hexagonal image, refers to the principle of the self-similarity of universal structures as a foundational basis to the development of life. To emphasize the close link between micro and macrocosm, the luminous element becomes a visual metaphor of the principle of all things.

The luminous lines of electroluminescent wire crossing the hexagons create a complicated weave where the five Platonic solids can simultaneously be perceived. The “constellation”(Kepler’s theory of polyhedra refers to extending polyhedral faces until they meet again) is obtained by intertwining luminescent fibres which create the illusion of a diamond structure where different coexisting regular polygons can be distinguished.

The total vision of the reflective metal part of the installation superimposes onto the archetypal image of the flower of life, the symbol of birth and creation found throughout history in many different cultures and beliefs.

Since the totality of the structure (the tessellation of reflective hexagons) is formed by individual parts of the same shape (reflective hexagons) a fractal pattern is produced which ideally could continue to increase in scale ad infinitum, creating a continuity between the micro and the macrocosm.

 

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Hexagones, 2016 - Nicola Evangelisti
alluminio cromato e fibre elettroluminescenti 300 ( h ) x 216 (L ) x 118 ( D ) cm 

 

Hexagones è una installazione luminosa ispirata alla geometria sacra. E’ stata creata nel 2016 per la Biennale di Light Art presso il Palazzo Ducale di mantova. 

La struttura metallica, specchiante è assimilabile alla struttura del fiocco di neve visto al microscopio, tuttavia ricorda la parte alta dell’Albero della Vita presente nella tradizione cabalistica. Il significato è cosmologico. 

Se di giorno prevale la parte metallica specchiante formata da tredici esagoni,  nel buio si evidenzia la sola parte luminosa a definire una forma a diamante.

L’installazione luminosa Hexagons è ispirata al tema della geometria sacra.
La struttura, composta da tredici esagoni specchianti (in alluminio cromato) a formare un’ulteriore immagine esagonale, rimanda al principio di “autosimilarità” delle strutture universali come base fondante lo sviluppo della vita. A sottolineare tale legame stretto a doppio filo tra micro e macrocosmo l’elemento luminoso si fa metafora visiva acclarata del principio di tutte le cose.
Attraversando gli esagoni, le linee luminose ottenute con l’uso di cavi elettroluminescenti, delineano la versione appiattita di quattro  dei cinque solidi platonici.
La “stellazione” (teoria di Keplero che consiste nell’estendere alcune facce del poliedro fino al un punto in cui queste si incontrano nuovamente) è qui ottenuta dall’intreccio delle fibre luminescenti ed è tesa a creare l’illusione di una struttura a diamante in cui si possono distinguere diversi e coesistenti poligoni regolari.
La visione totale dell’opera nella sua parte metallica specchiante va a sovrapporsi idealmente all’immagine archetipica del Fiore della vita, simbolo di nascita e creazione, riscontrabile trasversalmente in diverse culture e credenze nella storia dell’uomo.

Gli esagoni metallici che compongono la struttura definiscono un’ulteriore forma esagonale; si viene quindi a configurare una corrispondenza del particolare col tutto in un andamento che potrebbe continuare idealmente in infinite scale di grandezza. 

Tale proprietà viene definita “omotetia” e rimanda agli studi di Benoît Mandelbrot sulla geometria frattale. 

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